Chi c’è accanto a te

Ennesimo sogno, più simile alla prima puntata di una serie tv.

In una calda giornata di aprile, quando il sole inizia timidamente a riscaldare ogni cosa, una coppia di bambini terrorizzati corre per una strada deserta. Le case sembrano tutte vuote; è mattina, la gente a quest’ora lavora. Ma i due bambini stanno scappando da qualcosa che li terrorizza a morte: gridano e si guardano spesso alle spalle. Allora non è qualcosa, ma qualcuno e forse li sta anche seguendo.  Trovano ai margini della strada un fosso inutilizzato dai palazzinari, dove è cresciuta l’erba abbastanza alta da offrire riparo ai due bambini, se si accucciano per bene. Ecco, si sente il respiro pesante ma misurato del loro inseguitore. Li cerca, sbuffa, non li trova, prosegue la corsa. I due bambini sono talmente rosi dal terrore che non si muoveranno da quel cespuglio fino a notte fonda.

Cambio di scena: una tenera bambina dai boccoli neri gioca sul divano coi suoi genitori. Tiene sul palmo della mano un piccolo coniglietto di peluche dai grandi occhi scuri e lo fa saltellare e parlare col suo papà, che le siede accanto e le sorride mollemente. La madre, invece, è seduta più distante e anche il suo sguardo sembra essere troppo distante. La bimba prende un altro piccolo peluche, una tartarughina, e la fa parlare e danzare col conigliettino di prima. Il padre le sorride ancora accondiscendente, nonostante continui a cambiare canale con maggiore rapidità da un pulsante all’altro. La bimba tira fuori una piccola gabbietta di metallo dove ci sono due pappagalli: uno con la testa rossa, la pancia bianca e le ali verdi e un altro tutto verde e con la testa blu. Li accarezza e dice, contenta, che quello con la testa rossa sarà suo e quello con la testa blu lo regalerà alla sua amica.

La bimba volge la testa verso suo padre per cercare un altro sorriso, ma stavolta la faccia del padre è stravolta da un ghigno mostruoso. Il sorriso innaturale scopre denti gialli e rotti; gli occhi sembrano strizzati dalla troppa pelle corrugata. La bambina si spaventa e lancia un grido; fa per prendere la gabbietta coi pappagalli per scappare, ma il padre la afferra per i bei boccoli e la trattiene sul divano. La madre esce come per incanto dal torpore e afferra il padre per le spalle, nel tentativo di liberare la figlia. Per fortuna riesce, infatti, a distanziarlo per poco dalla bambina, ma non resisterà a lungo.

Quando la bambina è riuscita ad arrivare fuori di casa il padre già si è liberato dalla stretta della madre gettandola oltre il divano. La bambina, con la gabbietta coi pappagallini nella mano destra, corre per la strada e, involontariamente, fa lo stesso percorso fatto dagli altri bambini spaventati la mattina stessa. Tutto torna: anche i due bambini di prima – ancora nascosti tra i cespugli – erano inseguiti dallo stesso uomo mostruoso che ora stava cercando di fare del male a sua figlia. La bimba in fuga non trova altro rifugio che lo stesso cespuglio dei bambini della mattina, ma quando quest’ultimi la vedono arrivare gettano un grido di terrore. Già sanno cosa vuol dire: l’uomo la sta inseguendo e stavolta la troverà, li troverà tutti. Infatti l’uomo stavolta ha fatto in tempo a vedere dove si nascondeva la sua preda, la acciuffa nuovamente per i capelli, la trascina poco più avanti e le rompe la testa contro un sasso.

La gabbia coi pappagallini giace abbandonata nell’erba, mentre le grida dei bambini terrorizzati attirano i primi poliziotti che arrivano in soccorso.

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