Non sono (la) sola

Credo che la sensazione più brutta del mondo sia quella di sentirsi soli. Soprattutto quando non si è soli.

Di solito tutte le persone quando hanno un problema come primo istinto cercano aiuto. E’ una cosa che si impara da piccoli: cadi a terra? Mamma, vieni a prendermi. Ti sei sporcato? Mamma, me lo lavi? Devi andare a una festa? Papà, mi accompagni? E così via.

Io, col tempo, ho preso il brutto vizio di non chiedere aiuto a nessuno. Non so da quando ho iniziato a fare così, non saprei dire nemmeno perché – forse ho provato a chiedere aiuto e non ho ricevuto risposta o ho ricevuto una risposta inadeguata… – fatto sta che da un certo punto in poi della mia vita, qualsiasi problema io abbia avuto, ho chiesto aiuto solo all’ultimo momento e solo se ero in condizioni davvero pietose.

Per alcuni piccoli problemi di facile soluzione è stato quasi incoraggiante: il problema veniva riconosciuto, affrontato e risolto prima ancora che salisse in superficie, che venisse notato anche dagli altri. Per alcuni problemi più complicati è stato un passo falso; in particolare per i problemucci di salute – visto e considerato che non sono un medico e che non sono capace di curarmi da sola.

Per i problemi mastodontici, quelli più complicati, i peggiori, è l’errore più grande da commettere. Mi sto riferendo, ovviamente, alle pippe mentali, ai problemi con le persone, insomma a tutto ciò che afferisce la sfera psicologica e sentimentale. Avere un problema del genere e non parlarne con nessuno (ma continuare a pensarci tutto il tempo) vuol dire solo alimentarlo, farlo crescere, allontanando del tutto la soluzione (se pure esiste). Ecco, io lo faccio ogni santa volta e sto malissimo tutte le volte.

Devo assolutamente cambiare atteggiamento, fare training autogeno o qualsiasi cosa possa convincermi che non sono sola. Non sono sola, ho delle persone accanto con cui posso e devo parlare. Se ho un problema con qualcuno non è detto che sia colpa mia e, in ogni caso, è necessario che parli con quella persona per chiarire il problema. Se ho un problema con me stessa è bene chiedere anche un parere esterno, perché non sarò mai davvero oggettiva su me stessa. Devo parlare con gli altri, anche se ho paura che mi farà male, perché non mi farà mai tanto male quanto parlare con me stessa.

Ma soprattutto devo ricordare che non sono l’unico essere al mondo ad avere dei problemi e parlare con gli altri esseri problematici potrebbe aiutarmi.

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