Salvami, salvatevi.

Ormai sono famosa per i miei sogni strani. Ma non sempre mi strappano un sorriso e basta.

Ci sono anche delle volte in cui mi sveglio sudata e agitata, con un gran mal di testa, e il sogno tremendo ancora vivido. Non tanto le immagini mi turbano, quanto le emozioni: mi riporto anche al risveglio la stessa orribile emozione, che sia paura o rabbia.

Questa mattina, ad esempio, è rabbia. Sono agitata, sudata, col mal di testa e con una paura di arrabbiarmi anche nella vita reale e reagire nel modo violento del sogno.

Sin da piccola facevo così ed è il motivo per cui ho cercato, poi, di raccontare e interpretare i sogni – nel tentativo di esorcizzarli. Ogni tanto funziona, ma altre volte no.

Per questo oggi devo solo sperare che nessuno mi faccia arrabbiare; non voglio diventare un mostro e loro non vorrebbero essere torturati come nel mio sogno.

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The cursed corset

Sogno fresco di giornata.

Siamo tra la fine del ‘700 e l’inizio dell’800. Un uomo, alto, capelli scuri, di bell’aspetto, fa di mestiere il marito. In che senso?

Veste sempre in maniera molto elegante: ha davvero molto gusto e sa portare bene i suoi abiti. Ma ha negli occhi quella malinconia profonda che attira sempre la curiosità di chi lo guarda (donne in primis)

Per il suo aspetto affascinante e misterioso, molte nobildonne, quando lo vedono partecipare a uno dei loro banchetti, non si chiedono nemmeno chi sia o chi l’abbia invitato; si precipitano direttamente tra le sue braccia.

Quando il bel tenebroso sembra abbia conquistato l’amore della sua vita, si annunciano le frettolose e gioiose nozze. Organizza tutto la sposina entusiasta, tranne un piccolo particolare: il bel tenebroso ha come unico desiderio quello di vedere indossato dalla sua sposa il corsetto della sua compianta madre.

Come rifiutare questo desiderio? Quegli occhi così tristi… Si celebrano le nozze ed è la festa più bella che si sia mai vista! Ma alla sposa il corsetto stringe un po’ troppo e si sente soffocare. 

Sembra roba da nulla, ma nel giro di pochi giorni la sposa morirà, lasciando solo il bel tenebroso. Solo con tutti i soldi di lei, che ora finiranno nelle tasche dello sconosciuto dal bell’aspetto.

Non gli resterà che sfogare la sua tristezza per quel improvvisa perdita andando a un’altra festa di un’altra nobildonna, giovane e bella (ma soprattutto ricca)

Build your character

Quando inizi ad accorgerti del tuo declino.

Se la tua vita diventa più piena, anche il tuo cervello ha molto più lavoro. Per questo ci sono molte più probabilità che vada in tilt.

Ed è per questo che finisci a scegliere i vestiti e le scarpe che vuoi comprare non per la loro comodità o per il loro prezzo, ma per la loro adeguatezza con il personaggio che ti stai costruendo.

Ti immagini tipo personaggio dei fumetti e inizi a cancellare e a riscrivere il cappotto (lo voglio lungo e nero, effetto Dracula… o Undertaker? Ok, ci devo pensare ancora), gli stivali (neri, alti, con i lacci. S’è capito che personaggio sto creando, no?) e i vestiti.

Forse poi non li comprerò nemmeno, ma passare il tempo a disegnare me stessa nella mia testa è comodo e rilassante.

Avviso alla gentile clientela: vista la mia nuova vita sempre più complicata, non saranno garantiti gli articoli con la solita regolarità; usciranno, piuttosto, quando capita.

Lavorare, logorare

Non è vero che fuori dal luogo di lavoro ci si rilassa.

Dopo che passi tutte le mattine e qualche pomeriggio a lavoro, torni a casa e trovi: pavimento e mobili sommersi dalla polvere; bagno che ha passato la seconda guerra mondiale; una catasta di panni sporchi, che fra poco prendono vita; il frigo che è, invece, totalmente privo di vita.

Il lavoro vero non è quello che si fa solo sul posto di lavoro, ma quando torni a casa e continui a muoverti, senza sosta. Il lavoro è la vita intera nel suo complesso.

E più senti la schiena che scricchiola, le gambe che cedono e le braccia inservibili, più vuol dire che stai lavorando bene. Ti stai logorando, ma stai lavorando bene.

Cos’è meglio: conservarsi intatti o fare di tutto? Non riesco ancora a decidere, quindi nel dubbio continuo a lavorare come una matta, alternando momenti in cui crollo sul divano e non riesco ad alzarmi.

Il sonnifero gigante

È da un mese che non dormo più molto.

Sembra che sia sempre assonnata o che crolli a dormire ogni secondo libero; in realtà è come se non dormissi mai abbastanza.

Da quando ho iniziato a lavorare, non solo mi sveglio sempre prima che la sveglia suoni, ma anche quando potrei dormire di più mi sveglio presto.

Mi sveglio sempre almeno mezz’ora prima che suoni la sveglia. Voglio capire cinque minuti prima, ma mezz’ora mi sembra un po’ troppo!

E poi, anche nei giorni liberi, mi alzo sempre con il cielo fuori che è ancora scuro.

Voglio un sonnifero, ma non di quelli che fanno addormentare di colpo e basta. Voglio un sonnifero gigante, che stia prima un po’ accanto a me, a tranquillizzarmi, e poi mi lasci addormentare dolcemente. In parole povere, mi manca quella dolce persona che sta sempre accanto a me e che mi fa stare tranquilla.

Percepiscimi

Stare a contatto con ragazzi disabili può far riflettere.

Da qualche tempo lavoro in una scuola come insegnante di italiano. Io mi occupo di tutta la classe, ma capita per forza di incontrare un ragazzo con qualche disabilità grave.

Lui osserva il mondo da un altro punto di vista e io osservo lui, col desiderio di capire un giorno cosa pensa davvero. 

Per questo sono arrivata al punto di creare la mia personale teoria delle percezioni. Mentre io gestisco ogni momento di ogni giorno diverse percezioni (l’odore del mio profumo; il brusio di chi chiacchiera; il gesso sulle mie mani; il sapore del mio rossetto sui denti; la mano alzata di chi mi chiede di uscire) vedo lui concentrato sulle sue bacchette da far roteare. In quel momento, per sentire meglio anche sé stesso e i suoi pensieri, ha una sola forte percezione.

Chissà se non ha anche ragione.

Conoscerai sempre qualcuno

Non devi mai disperare.

Conoscerai sempre qualcuno che ti sappia amare per quello che sei. Nonostante i denti storti e la cellulite; nonostante il caratteraccio, quella persona ti amerà.

Conoscerai sempre qualcuno che ti faccia arrabbiare. Nonostante sia la giornata più luminosa dell’anno, troverai sempre quel qualcuno che ti urta col gomito o che ti fa solo urtare i nervi.

Ma soprattutto, conoscerai sempre qualcuno che, anche se ti trovi in un paese che non è il tuo, ti saluta mentre cammini e si ferma a fare quattro chiacchiere con te.

Non si è mai davvero soli.