Non classificabile

In un mondo sempre pieno di novità, tutti cercano di darsi un’identità riconosciuta e riconoscibile, di modo da potersi incastrare nel quadro generale. Io mi sono scocciata di tutto.

Fino a qualche anno fa mi sarei definita volentieri una punk e una outsider: non volevo rispettare gli schemi e lo facevo apposta, in maniera plateale; il mio riconoscimento era essere additata per strada per come ero vestita, pettinata, per il colore dei miei capelli. Le mie scelte, di vita e persino di vocabolario, erano fatte tutte per stupire e per sottolineare quanto non fossi come la maggioranza. Ero convinta non sarei mai cambiata.

Sono cambiata qualche tempo dopo, quando la nullafacenza ha portato a chiudermi a riccio su me stessa e, come una lumaca chiusa nel suo guscio, non vedendo altro che me stessa ogni secondo. L’immagine che avevo davanti era sempre imperfetta, perciò la mia unica attività è diventata curarmi secondo quelli che credevo dei dogmi imprescindibili di buon gusto, di moda e di “giustizia”. Anche il mio modo di esprimermi era cambiato: ora mi sentivo una professionista, quindi qualcuno che eccelle nel suo campo e che non può concedersi cedimenti o imperfezioni – men che meno essere inferiore a qualcun altro.

Questo mi ha calata lentamente (e senza che me ne accorgessi) in una patina di tristezza, perché non ero davvero me stessa e perché era faticoso restare costantemente quanto avevo scelto di essere – e senza mai essere nemmeno mai davvero soddisfatta del risultato compiuto, quindi in realtà sentendomi costantemente inferiore a qualcun altro.

E’ successo tutto in una notte: ho realizzato che era una cazzata, che tutto era una cazzata, sia il voler essere fuori dalle regole (e mostrarlo in continuazione), sia voler stare nelle regole ed eccellere sugli altri. E’ una cazzata qualsiasi posa ci si voglia dare: l’unica cosa vera ed essenziale è la vita. Tu sei vita e lo dimostri semplicemente vivendo; solo affrontando quotidianamente sé stessi e il mondo circostante allora si vivrà davvero e si dimostrerà (senza volerlo) chi si è davvero. Non sarà l’approvazione degli altri a sostenerti, ma la leggerezza di non dover dimostrare nulla e di non dover attendere il giudizio (positivo o negativo) di nessuno.

Sii libero, sii te stesso.

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