Non ci sono più le cantine di una volta

Perché una volta la cantina era quella “di casa tua”: ci vivevi tu e la tua famiglia in quella casa – isolata dalle altre, ma allo stesso tempo immersa in un tessuto di relazioni ben più stretto delle amicizie du Facebook. E visto che era la cantina di casa tua e della tua famiglia dentro c’erano cose tue e della tua famiglia: vecchi giocattoli; mobili rotti; foto ricordo talmente vecchie che, ormai, non ricordavano più nessuno…

Perciò, quando entravi nella tua cantina, improvvisamente stavi in silenzio – di quel silenzio reverenziale che si ha in chiesa, nei musei e al cimitero. Avevi anche un po’ paura, grande o piccolo che fossi: non sai mai cosa si può nascondere dietro vecchie scatole (scrafaggi o fantasmi, dannosi per motivi diversi ma spaventosi allo stesso livello).

Ora la cantina è quel localino umido che è compreso nell’affitto e dove ci schiaffi le cose che, nel tuo piccolo appartamento, non riesci a incastrare (effetto tetris). Ora in cantina non c’è niente di misterioso; nulla di cui aver paura. La cosa peggiore che ti possa capitare è che qualcuno ti freghi l’ascensore per risalire da quella benedetta cantina. Come si potrebbe scrivere un racconto, un horror o un fantasy, su una cantina così?

Non esistono più le cantine di una volta, e perciò niente storie da raccontare.

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