Di corsa sul burrone

Questa primavera sembrava essere arrivata di corsa: da che andavamo ancora in giro coi cappotti, mi sono ritrovata a sudare per strada; da che starnutivo per i colpi di freddo, ho iniziato a starnutire per l’allergia.

Poi è tornato il freddo – e ho ripreso a starnutire per i colpi di freddo, perché per me starnutire è una costante. Il freddo ha portato con sé una grande lezione, che dobbiamo imparare io e i gestori dei bar, che stavano già facendo sistemare i frigoriferi per i gelati.

Quando si corre non bisogna perdere la percezione delle distanze. Anche se il vento tra i capelli è una bella sensazione, anche se lo slancio dà tanto entusiasmo, se non guardi verso cosa corri vai a finire in un burrone. Bene che ti vada ti fermi in tempo, ma comunque soffrirai per l’arresto improvviso. Se va male, fai un bel salto e tanti saluti.

Meglio non saltare (alle conclusioni) e vivere le cose per come vengono. Senza fare per forza tutto di corsa, che tanto prima o poi la primavera arriverà lo stesso.

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