Non sogno più

O meglio, sogno lo stesso, ma la fantasia si è incatenata alla realtà.

Facevo sogni che sembravano film: lunghi, elaborati, abbandonati completamente alla fantasia. La voglia di trascriverli appena sveglia veniva proprio dal fatto che erano film fantastici, che avrei rivisto volentieri.

Ora sono talmente ossessionata dal mio lavoro che riesco a sognare soltanto i miei studenti, la mia scuola. Le condizioni e il contesto sono certamente di fantasia, ma non riesco a slegarmi dalla mia ossessione quotidiana.

Sogno di non essere un insegnante, ma una di loro; che vengo presa in giro da loro; che devo guidarli in una gita turistica che non ho deciso io e di cui non conosco la destinazione… 

Ammetto di essere io a vivere male la cosa: è come se mi fosse precipitato tutto tra capo e collo, all’improvviso, e ancora non riesco a gestire la situazione. Prendo troppo a cuore alcune cause e ci rimango malissimo quando vedo che tutti i miei sforzi cadono nel nulla.

Devo decisamente imparare a vivere il mio lavoro in maniera più distaccata; a separare quello che accade in quella scuola da quello che sono io, da cosa è davvero importante. E devo tornare a sognare come facevo una volta, perché ogni tanto un po’ di illusione fa bene come un po’ di zucchero nel caffè: fa ingrassare, ma addolcisce la cosa.

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