Al suono di campane

Finisce una giornata faticosa. Mentre ti cola l’ultima goccia di sudore giù dalla fronte pensi: “Ho vissuto anche oggi.”

Vi è mai capitato di stancarvi in senso positivo? Non quella stanchezza di chi torna a casa dopo una giornata di un lavoro che non gli piace. E nemmeno quella di chi, per l’ennesimo giorno, ha preso in giro il mondo con sorrisi falsi e poi, chiusa la porta di casa, torna alla sua squallida vita.

La stanchezza positiva è quella che ti viene dopo una giornata al mare, a raccattare il pallone che finisce in acqua. È quella che ti viene dopo aver badato a un bambino folle che vuole fare mille giochi, tutti contemporaneamente. È quella che ti viene dopo aver viaggiato una giornata sana per rincontrare quell’amico che non vedi da tempo.

Ecco, quando a me capita una giornata del genere, con una stanchezza positiva, termina sempre alla stessa maniera. Non solo nel senso di essere sta a è felice, ma proprio nel senso che intorno a me, ovunque mi trovi e in qualsiasi condizione, nasce sempre lo stesso paesaggio. Così, dal nulla, spunta fuori la tranquilla campagna primaverile, irradia dal sole del tramonto. Il vento, stanco anche lui, soffia più lento sulle foglie degli alberi. E, da lontano, dalle colline di fronte, arriva il suono delle campane del paese.

A quel punto la stanchezza positiva nasce e culla come un onda la mia povera testa stanca. 

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