Sulla strada

Una giornata assolata di primavera. Sul ciglio di una strada polverosa di campagna è seduto un vecchio, incredibilmente  (visto il caldo) coperto di stracci da capo a piedi. Le mosche ronzano e il vento soffia.

Un ragazzo passa in bici, guarda il vecchio e pensa “Che ci fa questo qui?”, ma non si ferma a parlargli e tira dritto. Non se l’era nemmeno lasciato del tutto alle spalle che il vecchio grida:

<<Sono sulla strada.>>

Il ragazzino si ferma, si volta per vedere se il vecchio ce l’aveva con lui. Ma il vecchio guardava fisso davanti a sé, quindi oltre che vecchio doveva essere anche pazzo. Il ragazzino si rimette in sella pensando che ora davvero gli conveniva andarsene e il vecchio di nuovo:

<<Parlavo con te e non sono pazzo.>>

Il ragazzino stavolta smonta del tutto dalla bici e si volta a guardarlo. La classica stronzata “Ma mi legge nel pensiero!” era troppo.

<<Non ti leggo nel pensiero, è solo che fai domande ovvie a cui servono solo risposte ovvie. Le tue domande sono le stesse di tanti altri passanti che mi hanno visto sulla strada, mi hanno evitato temendo chiedessi l’elemosina e hanno accelerato il passo.>>

<<Sei sulla strada perché sei un barbone?>>

<<Sono sulla strada perché sto viaggiando. Sto cercando di raggiungere la mia meta.>>

<<Qual è la tua meta? È lontana?>>

<<Che è lontana ne sono certo, perché è una vita che sto viaggiando. Ma quale sia di preciso ancora non te lo so dire.>>

Il ragazzino rimase basito: la gente non si mette in viaggio a piedi, senza soldi e senza scorte per una meta che nemmeno conosce. È stupido. E questa era la prova che il vecchio era pazzo e basta.

<<Nessuno di noi sa dove sta veramente andando, ragazzo. Nemmeno tu. Tu puoi dire per certo dove stai andando?>>

<<A casa!>>

<<E poi? Dove ti porterà il tuo tornare a casa tutti i giorni della tua infanzia? Continuerai a farlo anche durante l’adolescenza? Non sempre, credo. E la maturità ti porterà ancora più lontano. Nemmeno tu sai dove stai andando, ragazzo, con la differenza che tu hai scelto di aspettare che la strada venga da te, mentre io ho voluto affrettare i tempi e andare incontro alla strada.>>

Il ragazzino a quel punto si ammutolì e rimase a riflettere. Il vecchio si alzò e lentamente si mise in cammino nella stessa direzione che prima il ragazzino stava percorrendo in bici, ma in quel momento il ragazzo pensò che con la sua bici non avrebbe mai potuto raggiungerlo.

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