Fuga da Torino

Un altro dei miei strambi sogni. Stavolta si va di film d’azione.

Torino, Museo Egizio. Fra tanti visitatori, la nostra attenzione si concentra su un terzetto che sembra normalissimo: due uomini e una donna. Uno dei due uomini, il più giovane, coi capelli rossicci, sembra essere il fidanzato della donna, perché la abbraccia, ride e scherza con lei. L’altro uomo, un po’ più grande, occhi e capelli scuri, dovrebbe essere un amico della coppia. Dovrebbe, ma alcuni suoi atteggiamenti non si spiegano: spesso e volentieri sparisce durante la visita, senza far sapere dove era andato; alcuni pezzi li salta per correre da altri; ma soprattutto più che ridere e scherzare con la coppia sembra studiarli a debita distanza, come se non volesse far capire alla gente intorno a lui che è insieme a loro.

Fine del giro turistico. La coppia si ferma prima in un piccolo bar a prendere qualcosa da mangiare e poi torna al negozio del museo per comprare qualche souvenir. Al momento, però, di pagare nel negozio dei souvenir la donna si accorge di aver perso il portafogli. Si ricorda solo in quel momento che le era caduto nel banco frigo del bar mentre cercava di richiudere il vetro dopo essersi presa un gelato. Il tempo di tornare al bar, prendere il portafogli e ritornare al negozio del museo della suo fidanzato e lo trova immobilizzato dalla polizia. Cerca di capire cosa sta succedendo e, soprattutto, perché glielo vogliono portare via, ma come si avvicina ai poliziotti questi si allarmano e danno l’ordine di arrestare anche lei. Nonostante voglia salvare il suo ragazzo e capire cosa sta succedendo, la ragazza istintivamente scappa e riesce a seminare i poliziotti.

In un vicolo cieco, nascosta dietro dei cassonetti per riprendere fiato, la donna viene sorpresa dal terzo uomo, l’amico della coppia. Il tizio si rivela essere un imbroglione: aveva fatto amicizia con il fidanzato di lei solo per poter usare la felice coppietta come copertura mentre, in pieno giorno, eludeva i servizi di sicurezza e rubava alcuni pezzi dal museo. Il genio del crimine aveva fatto in modo, tra l’altro, di far apparire sui nastri della sorveglianza sempre la coppietta nel luogo e nel momento del furto. Poi, minacciando la ragazza con un coltello, le fa capire che lei, col suo imprevisto del portafogli, aveva fatto deragliare parte del piano e ora faceva bene a farsi trovare volontariamente dalla polizia.

La donna decide di fingere di assecondarlo e, nel frattempo, escogitare qualcosa per incastrarlo. L’uomo le aveva ordinato di entrare di nuovo nel bar, fingere di comprare qualcosa da mangiare velocemente e poi di infilarsi in una macchina che le avrebbe fatto trovare davanti al bar. Ovviamente la polizia si sarebbe allertato subito e non avrebbe avuto nemmeno il tempo di mettere in moto la macchina che sarebbe stata arrestata. Ma la donna prova a trovare un diversivo: le serviva qualcosa per far uscire fuori dai gangheri il suo aguzzino, di modo da far arrestare lui. Così, invece di fermarsi al bar, come le era stato ordinato, prosegue fino a una profumeria poco distante: cosa c’è di meglio dello shopping per far innervosire un uomo. L’uomo, infatti, all’inizio crede che lo voglia solo prendere in giro, ma poi gli viene il dubbio se non stia chiedendo aiuto o se non sia scappata dal retro. L’uomo entra e la trova tranquillamente assorta nella scelta dei rossetti. Lui le va vicino e la incalza a uscire. Lei si rifiuta di farlo e perciò lo istiga al punto da dare inizio alla lotta. Tutti nel negozio si allarmano e cercano di bloccare lui che, per la disperazione, caccia la pistola e la punta contro la ragazza.

A quel punto lei sfonda la vetrina e scappa verso la macchina, ma per usarla per fuggire davvero. Per sua immensa fortuna sul cruscotto della macchina c’era un’altra pistola: le venne estremamente utile quando l’uomo si gettò a capofitto nella macchina proprio prima che prendesse velocità. Lei, infatti, presa dall’agitazione, riesce ad afferrare immediatamente la pistola, a spararsi un colpo e a gettarono dalla macchina in corsa, mentre la polizia aveva iniziato a seguirla. La polizia, perciò, si ferma a raccogliere per strada l’uomo gettato a terra e lei continua la sua corsa fuori da Torino, nella speranza di poter tornare per recuperare il suo ragazzo.

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