Diversamente necessario

Come si fa a stabilire cosa sia davvero necessario nella vita?

Alcune cose sono palesemente necessarie: l’aria per respirare; il cibo per avere energia; l’acqua per idratarsi; cacca e pipì per liberarsi; il sesso per riprodursi.

Poi ci sono alcune cose che sono dovute diventare necessarie per assicurare la sopravvivenza di ogni membro della specie nel vivere civile: lavarsi per igienizzarsi e ostacolare le malattie (che, nel caso si presentino, andranno debellate per sé stessi e per non infettare tutta la comunità); non rubare il cibo agli altri, perché tutti hanno diritto a sostenersi; non uccidere gli altri né danneggiarli per nessun motivo per permettere alla specie di prosperare (e, a mio parere, anche per un recondito timore per “l’occhio per occhio”); coprirsi per non prendere freddo ecc.

Cos’è, quindi, che non è necessario? “Tutto il resto!” verrebbe spontaneo rispondere. Ma ne siamo sicuri? “La bellezza non è necessaria”: ma, ormai, la specie è molto numerosa, quindi per la riproduzione c’è ampia scelta. Come scegliere chi avere accanto? Per la grande capacità di riproduzione? Per la forza? Per la similitudine nei caratteri? E perché non anche per la bellezza? Perché gli altri criteri devono essere più concreti rispetto a un parametro di scelta immediato, istintivo e imprescindibile come la bellezza?

Che ognuno si scelga la bellezza che vuole nella vita: è un fattore diversamente necessario.

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