E poi arriva il raffreddore

Il pessimismo è un modus vivendi distopico: è molto verosimile, ma non è reale.

Passi tutto il giorno, tutti i giorni, a pensare al peggio: mi hanno chiesto che lavoro faccio perché sanno bene che non faccio alcun lavoro e quindi è per farmi dire che sono una nullità; il pullman non è passato perché sicuramente ci sarà stato uno sciopero e io non lo sapevo nemmeno; nessuno che mi chieda mai come sto e se lo fanno è per compassione ecc. Ogni singola cosa che accade è solo uno schizzettino in più di merda che si aggiunge alla grande palla che tu, laborioso stercorario della vita, porti avanti a spallate.

La cosa peggiore che possano dirti, poi, è “Ma non devi essere così pessimista!” Ah beh, grazie, perché io continuavo a esserlo solo perché nessuno mai mi aveva consigliato di pensare positivo. E’ quasi impossibile invertire la tendenza; anche quando ti accade qualcosa di positivo o si pensa già alla disgrazia al quadrato che ti dovrà capitare, per bilanciare la minima fortuna ricevuta, o, in ogni caso, “E’ l’unica sporadica botta di culo in un mare di disgrazia.” 

I veterani di questo modus vivendi si programmano addirittura la giornata in funzione della sfiga incombente e onnipresente. Escono di casa un po’ prima “Perché tanto, come minimo, avrò dimenticato qualcosa a casa e quindi dovrò tornare indietro a prenderla e farò tardi”; vivono con l’ombrello nella borsa anche in pieno luglio “Perché tanto ogni volta che devo uscire io di casa si mette a piovere”. E poi ogni “buona nuova” sicuramente non sarà “buona” ma solo “nuova”: meno soldi in busta paga; il bambino è caduto e si è sbucciato il ginocchio; è arrivata la bolletta della luce e pare di vivere a Buckingham Palace con tutte le luci perennemente accese.

Ma c’è solo un modo per dimostrare a un pessimista che le piccole questioni di tutti i giorni non sono davvero importanti: il raffreddore. Arriva il raffreddore e ti rendi conto che non era tanto grave se il tuo salumiere vuole farsi sempre i fatti tuoi; non era la fine del mondo se il gatto del vicino continua a marchiare il territorio anche nel tuo giardino. Il raffreddore impedisce la vita, è come una droga al contrario: ti senti con la testa ovattata e lontano dal mondo, ma senza visioni strambe e divertenti, solo con un naso rosso e dolorante e un mal di testa da record.

Sembra una vittoria del pessimista: “Il peggio deve ancora venire”, invece è un brusco ritorno alla realtà: nella vita ci sono alti e bassi e vanno sempre bene entrambi, perché vuol dire che si è ancora attivi, si è vivi. Ma il raffreddore no, il raffreddore è la brutta copia della morte.

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