Perle, ostriche e cozze

Cosa succede a una perla di saggezza se viene ripetuta stancamente sui social? Diventa un’ostrica.

Frasi del tipo “Fai come ti fanno che non è peccato”, “Chi è senza peccato scagli la prima pietra”, “Se parlano sempre di te sono invidiosi” ecc. si incontrano frequentemente su qualsiasi tipo di social network, assumendo varie forme. Su Facebook è facile leggerle scritte su foto che ritraggono ragazze con le guance rigate di lacrime, o su foto di bambine dispettose. Su Twitter vengono semplicemente scritte come sentenze; al massimo fanno da strascico vari hashtag del tipo #maiunagioia #vitadimerda #tuttistronzi. Instagram tendenzialmente imita Facebook (o è Facebook che imita Instagram? Dubbio dalla marzulliana formulazione), ma accoglie anche foto di gnocche con tette in mostra che scrivono “Io sono così: prendere o lasciare!” e tutti iniziano a ironizzare su cosa lei desidererebbe prendere.

Tutte queste frasi, queste perle scaturite dalla saggezza popolare, forse un tempo avevano un senso: quando la vita dei piccoli paesi era soffocante e tutti giudicavano inopinatamente ogni tua azione; quando era inevitabile il contatto con l’altro e questo portava la gioia di un aiuto costante ma anche i dolori di un giudice affacciato a ogni balcone. Già all’epoca, ovviamente, c’era chi se ne approfittava, chi compiva delle azioni inequivocabilmente disdicevoli e che se ne usciva con la frase “Chi è senza peccato scagli la prima pietra” per salvarsi dalla lapidazione dei giudizi della gente.

Oggi leggere queste stesse frasi scritte sui social è ridicolo. Trasforma le perle di saggezza in ostriche: potevano essere delle frasi sagge (delle perle preziose), ma si rivelano vuote di senso (delle ostriche senza la bianca sorpresa). Leggi “La gente dovrebbe imparare a farsi i fatti suoi per campare 100 anni!” da gente che mezz’ora prima ha postato il selfie nel cesso o che segnala ogni suo spostamento della giornata e ti chiedi se sia un caso di personalità multipla o è solo l’ennesimo deficiente che non capisce nemmeno quello che dice. 

Ah, inutile dire che le frasi filosofiche sulle foto delle tettone sono un grado inferiore ancora rispetto alle ostriche e, per la pena del contrappasso, le ho denominate cozze: sempre di molluschi si parla, ma con la certezza di non trovare pietre di valore al loro interno… e in più troppe fanno venire il voltastomaco.

2 pensieri riguardo “Perle, ostriche e cozze

  1. A me hai fatto venire in mente le tettone che postano le loro foto mezze nude corredate da frasi filosofiche, versi di poesie, citazioni, chiaramente scopiazzate senza conoscerne la fonte, con tramonti e gabbiani sullo sfondo per dire al mondo quanto sono profonde e colte. E soprattutto per affermare che l’aspetto fisico non conta nulla.

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