Come la frutta candita

Non è che alle donne piacciano gli stronzi o agli uomini piacciano le stronze: la verità è che all’essere umano non piace la frutta candita.

La frutta candita è quel tipo di dolce che veniva mangiato con piacere solo ai tempi in cui non c’era un dolce migliore (e anche all’epoca c’era qualcuno che lo evitava volentieri). E’ troppo dolce, stucchevole, si attacca al palato e già dal primo morso senti la carie che chiama il disegnatore d’interni per rendere più confortevole il molare dove prenderà casa. Nonostante ciò, però, non manca mai: nei cartocci di dolci che bisogna regalare a qualcuno di cui non conosci bene i gusti; a Natale a casa della nonna; alle feste di paese “perché questo era il modo di mangiare di una volta”. E, se esiste, tocca mangiarla e “giustificarla”: è tanto dolce, è comunque frutta quindi meglio di qualsiasi altro dolce, ormai è stata comprata bisogna finirla… e così si perpetua la sua esistenza.

Io credo valga la stessa cosa con le persone dolci, a modo, per bene, che non eccedono mai in qualsiasi cosa facciano (nel vestire, nel parlare, nel mangiare). Sono molto popolari perché puoi invitarli a qualsiasi manifestazione, per qualsiasi occasione, e sei sicuro che non ti faranno fare brutta figura, perché non fanno mai nulla che sia disdicevole. Però poi provi a fare conversazione con loro – una vera conversazione, intendo, non quelle basate sul tempo, sul prezzo delle zucchine o sul vestito da sposa di Kate Middleton – e ti accorgi che il loro non è un mantenersi normale (nel senso che a casa da soli ascoltano i Metallica, ma per il bene comune non si vestono di borchie) è un’autocensura che li rende vuoti.

Le persone a modo sono quelle che neanche in casa mettono un vestito macchiato di sugo; che hanno la scarpiera dietro la porta di casa e il lucido per le scarpe nel cassettone accanto; che non ruttano e se devono scorreggiare scappano al bagno; che si lavano almeno tre volte al giorno per non puzzare di sudore; che usano sottobicchieri per non lasciare i cerchietti sul tavolo. Ma soprattutto sono quelle che, se devono seguire il calcio, tifano per la squadra in testa al campionato e non vanno allo stadio perché c’è troppa violenza; sono quelle che ascoltano solo musica pop (solo quella che al momento è di successo); quelle che hanno nostalgia del passato, anche se non l’hanno mai vissuto; che amano la buona cucina e preparano bene le quattro ricette che gli ha insegnato mammà; che non vanno in discoteca perché c’è troppo casino e non vanno al pub perché non bevono alcol.

Che sfizio c’è a mangiare un dolce stucchevole e che ti si attacca al palato? E che sfizio c’è a stare con una persona che non sembra manco viva?

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