Mettiamo in chiaro le cose

A tutte le unità: è un’esercitazione. Ripeto: è solo un’esercitazione.

Non voglio diventare un’opinionista affermata; non me ne frega se ci sarà mai una folla di gente che mi dia ragione, disposta a fare flash mob in mio onore. Sto solo perdendo tempo su un blog improvvisato durante l’ennesima mattinata vuota.

Non ho un lavoro e (grazie alla mia splendida idea di nascere giusto quando del boom economico non era rimasta nemmeno la cenere) non riesco nemmeno a trovarlo. Ciò comporta che io abbia tanto di quel tempo libero da non passarlo solo ad osservare la realtà, ma da meditarci sopra così a fondo da scatenare il mio lato critico e riuscire ad analizzare – sempre dal mio punto di vista, si capisce – ogni sfaccettatura del mondo rutilante. In maniera meno poetica? Sono acida e cagapalle come i vecchi che vanno a guardare i cantieri e, come loro, non mi eliminerai facilmente perché non ho un cazzo di meglio da fare.

Fin da quando ho imparato a scrivere ho sempre tenuto un diario e continuo a scrivere tutt’ora di tanto in tanto i miei pensieri più oscuri. Poi, però, è arrivata la realtà dei social network ed è venuto fuori che la gente ama far violare la propria privacy in maniera controllata: pubblichi foto o scrivi stati dove mostri alla gente quello che vorresti pensassero di te, ma alla fin fine non ti rendi conto che così la gente arriva a sapere dove fai colazione la mattina e, con spicciole conoscenze di statistica, con quante persone ti frequenti e per quali motivi. Ci sono cascata anch’io, ovviamente, come tutti e mi sono accorta che quando volevo fare l’intellettuale (foto di opere d’arte, citazioni da libri) venivo cagata da quattro illusi che, come me, sperano di trovare altra gente interessante in giro; quando, invece, scrivevo miei piccoli sfoghi personali, battute sceme, o pubblicavo foto del gatto buffo sotto casa venivo contattata anche dalla Casa Bianca per ricevere complimenti per la mia sagacia.

Ho messo insieme le due cose (il diario e i social network, per chi si fosse perso nel discorso) e ho pensato: ma vuoi vedere che la gente si sente figa a lamentarsi con gli altri delle cose più banali? E allora perché io dovrei tenere le mie lamentele per me? Esterniamo un po’ questo magone interiore; aumentiamo il numero di pareri non autorevoli che circola per il web! E questo è quello che succederà in questo blog: vi dirò il mio parere su quello che mi passa per la testa per il solo gusto di vedere se c’è qualche altro fesso che la pensa come me. 

Ma soprattutto non bisogna mai perdere di vista il punto di partenza: non ho un cazzo di meglio da fare.

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